Conferenza internazionale sul legno duro Berlino

Consumo di legno duro in lieve aumento

Un articolo di Redazione Holzkurier (tradotto da Eva Guzely) | 30.12.2019 - 09:23

Soprattutto in Germania le latifoglie sono di crescente importanza. Per proteggere la fonte di legno dal cambiamento climatico nei prossimi anni, i boschi devono essere trasformati in boschi misti. A lungo termine ciò comporterà volumi elevati di legno duro e le segherie si ritroveranno nella sfida di produrre in modo redditizio anche con circostanze cambiate.

Il 21 e 22 novembre l’Organizzazione Europea delle Segherie (OES), la Federazione Europea del Commercio del Legno (ETTF) e l’Associazione dell’Industria Tedesca delle Segherie e del Legno (DeSH) hanno invitato l’intero settore del legno a Berlino. Le relazioni e discussioni seguenti hanno permesso ai partecipanti alla conferenza di informarsi sulla situazione di mercato.

Come stanno le cose nella produzione?

Alla conferenza del legno duro Maria Kiefer-Polz, portavoce del segmento latifoglie in Europa e vice-presidente dell’OES, ha dato una panoramica del mercato mondiale del tondame e dei segati, incluso il legno tropicale.

Secondo la FAO è stato raccolto, nel 2018, oltre 450 mln. di m³ di tondame a livello globale, di cui 350 mln. di m³ di legno di conifere e oltre 100 mln. di m³ di legno di latifoglie. Dal 2009 la raccolta di legno duro è aumentata del 48%, mentre il prelievo di legno dolce è cresciuto del 41%. L’anno scorso l’Europa ha importato il 40% del suo consumo e ha esportato il 54% dei segati di latifoglie. L’Asia ha importato un 19% di tondame ed esportato un 11% di segati. Quanto all’America, l’import di legno duro era pari al 7% e l’export al 16%. L’Africa ha importato il 20% del suo consumo e ha esportato il 34%.

In Germania è crescita anno dopo anno

In Europa i principali cinque paesi produttori di segati di latifoglie sono Romania, Francia, Germania, Lettonia e Italia. In Romania la produzione è leggermente calata, mentre è costante in Francia e Germania. In Lettonia il 2018 si è chiuso con un leggero incremento della produzione di segati e in Italia è rimasto invariato. La Germania è l’unico dei principali paesi produttori a segnare un aumento della produzione anno dopo anno dal 2015. Nel 2017 la Bosnia ha alzato notevolmente la propria produzione, arrivando a un output di quasi 1,25 mln. di m³.

Quanto ai primi cinque paesi consumatori, si sono registrati aumenti del fabbisogno di segati in Francia, Romania e Germania, mentre la domanda è rimasta stabile in Italia e Gran Bretagna l’anno scorso.

Nel 2018 il consumo di segati nei paesi OES era pari a 5,8 mln. di m³ il che corrisponde a un incremento del 7% rispetto al 2017. Secondo i dati della FAO, l’Europa consuma il 76% della sua produzione e i paesi OES persino il 94%. Nel 2018 l’export europeo ha superato di 300.000 m³ l’import. Nel 2019 il consumo sarà probabilmente in calo, mentre è previsto un leggero aumento delle esportazioni.

Cina e la regione del Golfo Persico comprano meno

Per i primi cinque paesi esportatori il 2018 era un anno così così. Germania e Romania hanno esportato meno legno duro, Francia e Belgio hanno segnato un andamento stabile. Solo la Lettonia ha potuto aumentare il suo export nel 2018. Lo comunica la FAO. La domanda di segati è diminuita sul mercato cinese e arabo (due mercati tradizionali per la Romania). Sono calati anche i prezzi dei segati il che ha comportato un aumento dei livelli delle scorte nelle segherie. In contrazione, inoltre, la produzione nell’industria del mobile il che incide in modo negativo sul mercato dei segati.

E l’Austria?

L’Austria è un paese di conifere. Per quanto riguarda l’approvvigionamento, il mercato austriaco del legno duro dipende fortemente dai paesi confinanti nell’est e sudest che sono ricchi di legno duro. Il prezzo del tondame di faggio rimane stabile. Il prezzo del tondame di quercia è calato del 10 fino al 15% nelle classe di qualità inferiori. Secondo Kiefer-Polz il mercato dei segati di frassino è dipendente dal mercato dell’esportazione ed è influenzato dal mercato del tondame di frassino dei paesi confinanti.

L’export tedesco ristagna a un livello alto

Steffen Rathke della DeSH ha analizzato le esportazioni tedesche di tondame di faggio. Secondo Destatis sono calate, su base annua, dell’1,6% a 830.000 m³ nel 2018, però rimangono a un livello altissimo. Il partner commerciale più importante in termini di quantità è Cina con un volume di 380.000 m³.

L’export tedesco di segati di faggio è calato del 5% a 530.000 m³. Anche con i segati di faggio la Cina è il primo mercato di sbocco con 150.000 m³.

Nel 2018 l’export di segati di rovere ammontava a 130.000 m³. La quantità più grande, ovvero quasi 20.000 m³, era destinata alla Polonia.

La siccità comporta perdite di qualità

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Legno di faggio con difetti di essiccazione e cuore rosso © Steffen Rathke, DeSH

La siccità del 2018 porta a gravi problemi di qualità con tondame e segati di faggio, tra cui difetti di essiccazione, marciume, infestazione di parassiti e cambiamenti di colore. Proprio con il legno duro l’essiccazione corretta prima del trasporto è di centrale importanza perché ha un’influenza enorme sulla qualità dei prodotti.

La previsione per l’anno prossimo non è del tutto positiva. La disputa commerciale iniziata dagli Stati Uniti ha portato a un peggioramento della situazione export negli scorsi mesi. La disponibilità di materie prime sarà una sfida anche per il segmento legno duro. Parassiti e siccità avranno ripercussioni sempre più gravi sulla disponibilità di materie prime.

Paese Anno Produzione Import Export Consumo
Germania 2017 1.082 379 781 680
2018 1.100 350 745 705
2019 1.100 350 770 680
Francia 2017 1.578 200 480 1.270
2018 1.578 200 480 1.298
2019 1.578 200 480 1.298
Gran Bretagna 2017 42 501 25 518
2018 50 501 23 528
2019 50 501 23 528
Italia 2017 550 713 215 1.048
2018 550 713 215 1.048
2019 550 713 215 1.048
Austria 2017 172 174 157 190
2018 175 151 139 187
2019 180 160 150 190
Romania 2017 1.600 25 800 825
2018 1.600 110 600 1.110
2019 1.600 130 650 1.080
Totale OES 2017 6.038 2.778 3.422 5.417
2018 6.118 2.856 3.168 5.806
2019 6.075 2.860 3.202 5.733