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indicatore delle vendite gennaio 2019

Il 2019 sarà un po’ più difficile

Un articolo di Gerd Ebner (tradotto da Eva Guzely) | 06.02.2019 - 10:31

Va però detto che la situazione di partenza varia a seconda del prodotto. Con i segati il calo dei prezzi negli Stati Uniti è più marcato. Su base annua si è segnata una contrazione del 22% oppure di 64 €/m³ ultimamente. Tuttavia, ciò rappresenta un problema meno grave per le segherie dell’Europa centrale rispetto al calo dei prezzi dei fianchi in Italia. Di recente, i prezzi erano compresi tra solo 139 e 148 €/m³ franco confine. Sono quindi diminuiti di 3 €/m³ rispetto a dicembre.

In cerca del prezzo dei fianchi

Al momento sono disponibili in quantità sufficienti tutte le dimensioni per i pallet. È il risultato di una produzione aumentata a nord del Brennero. Allo stesso tempo l’industria italiana degli imballaggi sembra di essere a un livello di sfruttamento più basso del solito, il che risulta nella pressione sui prezzi sia per quanto riguarda la domanda e che per quanto riguarda l’offerta. In ispecie con i fianchi freschi c’è chi osserva differenze di prezzo notevoli tra i vari produttori ma anche tra le dimensioni diverse. Il mercato è quindi ancora in cerca del livello dei prezzi.

Economia più debole?

Le previsioni, su base annua, del mercato tedesco degli imballaggi sono leggermente meno ottimiste. Il rallentamento del settore automobilistico è di solito un segnale per un certo indebolimento dell’economia.

Il prezzo misto del KVH è calato perfino del 4% su base mensile in Germania e Austria. La causa era la stessa che ha comportato il calo degli assortimenti imballaggi e lamelle non a vista per il lamellare: L’alta offerta di merce grezza incide sul prezzo del prodotto finito.

Relativamente stabili, invece, le qualità superiori. Le lamelle fresche a vista costano tra 201 e 207  €/m³ a gennaio 2019. I prezzi sono rimasti invariati rispetto a dicembre e sono diminuiti di soltanto il 5% nei confronti del massimo annuo del 2018. Rispetto al prezzo estivo del 2018 sono calati di 12  €/m³.

Travi lamellari con prezzi piuttosto stabili

Quanto alle travi lamellari, i prezzi sono rimasti più o meno al livello di dicembre e sono compresi tra 395 e 405  €/m³ (-2% rispetto a gennaio 2018) in Italia e tra 408 e 425  €/m³ (-4% su base annua) in Germania.

Positive anche le valutazioni dei produttori delle travi lamellari in termini di vendite future. In Germania l’alto numero di permessi di costruire comporta ordini nell’edilizia almeno nel 2019. Lo indicano anche i carnet ordini del settore case prefabbricate. Al momento, il commercio tedesco del legno sta comprando merce da magazzino.

In Italia, invece, il fabbisogno delle travi lamellari dovrebbe essere calato di un altro 5% nel 2018. Per il 2019 i produttori non si attendono un’ulteriore contrazione. Nonostante il ristagno del numero delle costruzioni nuove, il trend verso le costruzioni in legno comporta una certa congiuntura “speciale”. Il fabbisogno dovrebbe quindi rimanere stabile.

Rimane una certa incertezza riguardo all’andamento della congiuntura sui mercati di oltreoceano. In altre parole: Nel 2019 la situazione vendite sarà un po’ più difficile.

Si è chiuso un anno molto positivo

Con un valore medio del 111,5% l’indicatore delle vendite ha raggiunto, nel 2018, il livello più alto dalla sua introduzione del 2006.

Il secondo anno migliore degli scorsi 13 anni era il 2017. All’epoca l’indicatore delle vendite era in media pari al 108,8%. La performance buona delle aziende del legno dell’Europa centrale in quell’anno è riflessa nei loro bilanci.

Un livello simile a quello del 2017 si è raggiunto soltanto negli anni 2013 e 2014. In quegli anni le aziende non sono riuscite a sfruttare la situazione di mercato favorevole perché il prezzo del tondame era relativamente alto e l’offerta era scarsa.

L’indicatore delle vendite ha toccato i valori più bassi nel 2008 e nel 2009, quando ha appena superato il 90%. Ciò corrisponde all’intenzione dell’indicatore delle vendite: Il 100% rappresenta un anno normale, il 90% un anno negativo.

Il 111,5% del 2018 indica un anno molto positivo. Rimane da vedere se ciò vale anche per i bilanci aziendali del 2018.