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Fonte: bilanci aziendali / d'esercizio © Holzkurier

analisi di bilanci: Austria 2014 - 2018

Cinque anni molto positivi

Un articolo di Gerd Ebner (tradotto da Eva Guzely) | 28.11.2019 - 13:24

Nel 2015 l’analisi dei bilanci aziendali 2007-2013 era caratterizzata dall’andamento generale negativo. In quel periodo le sette aziende di segherie più grandi dell’Austria avevano accumulato perdite di 137 mln. di €. Gli investimenti erano pochi e le capacità eccessive di taglio in Austria erano state stimate ufficialmente in “oltre il 20%”. Invece di rilevamenti si parlavano solo di chiusure.

La situazione è completamente cambiata

Dando uno sguardo agli scorsi cinque anni, tutto è cambiato:

  • Le quattro aziende del legno più grandi dell’Austria hanno fatto acquisti strategici all’estero (Binderholz ha rilevato Klenk Holz nel 2017; Hasslacher ha acquistato Nordlam; Mayr-Melnhof Holz ha rilevato Hüttemann e Pfeifer Holz ha acquistato Chanovice).
  • Mayr-Melnhof Holz è passata dal primato delle perdite (-126 mln. di €) al primato dei profitti (+221 mln. di €).
  • Binderholz è il nuovo creso del fatturato in Austria: Nel 2018 l’azienda ha generato 1 mrd. di € (+171% rispetto al 2013).
  • La quota di capitale proprio delle sette aziende è salita dal 35% nel 2013 al 47% l’anno scorso. (In termini assoluti il capitale proprio è più che raddoppiato da 451 mln. di € a 942 mln. di €).
  • Il fatturato è salito da 1,8 mrd. di € nel 2013 a 3,2 mrd. di € nel 2018.
  • Per la materia prima, vuol dire per il tondame in gran parte, le aziende avevano pagato 1,2 mrd. di € nel 2013. Cinque anni dopo le spese ammontavano a 1,7 mrd. di €.

Tutte le imprese analizzate sono ancora aziende di famiglia e, con l’eccezione di Mayr-Melnhof Holz, tutte sono gestite da proprietari. Ciò non è cambiato neanche durante gli anni neri 2007-2013.

Quattro imprese integrate in cima

La situazione è anche cambiata dal punto di vista del fatturato. Ormai quattro aziende del legno sono i re del fatturato: Binder (1 mrd. €), Pfeifer (707 mln. di €), Mayr-Melnhof Holz (684 mln. di €) e Hasslacher (427 mln. €).

L’impresa di gran lunga più dinamica di questo periodo era Binderholz il cui fatturato è cresciuto del 171%. Segue la Hasslacher Holding che ha visto aumentare il proprio fatturato del 149% rispetto al 2014. La lista di acquisizioni e investimenti è lunga con entrambe le aziende.

In media tutte le sette aziende hanno segnato un aumento del fatturato del 72%. Quindi, sono non solo le imprese più grandi ma anche quelle più espansive del settore. Per fare un confronto: Nel 2013 l’intera industria austriaca del legno aveva generato 7,5 mrd. di €. Nel 2018 il fatturato complessivo era pari a 8,33 mrd. di € – e quindi in aumento dell’11%.

Dati cumulativi delle sette segherie/aziende del legno più grandi dell’Austria | 2014–2018
  2014 2015 2016 2017 2018
in mln. di € in % del fatturato in mln. di € in % del fatturato in mln. di € in % del fatturato in mln. di € in % del fatturato in mln. di € in % del fatturato
Fatturato 1.945 2.007 2.190 2.448 3.168 – 
Spese di materiale 1.225 63 1.230 61,3 1.285 58,7 1.406 57,4 1.738 54,9
Costo del lavoro 239 12,3 251 12,5 279 12,7 318 13 404 12,8
Ammortamenti 87 4,5 91 4,5 105 4,8 113 4,6 128 4
Risultato dell’attività ordinaria 37 1,9 80 4 159 7,3 177 7,2 330 10,4
Eccedenza 36 1,9 64 3,2 142 6,5 142 5,8 255 8
Capitale proprio 466 37,4 513 38,7 611 43,7 750 42,1 942 46,9
Totale bilancio 1.247 1.326 1.398 1.783 2.010

Dalla ristrutturazione al rilevamento

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Fonte: bilanci aziendali / d'esercizio © Holzkurier

Nel periodo analizzato Mayr-Melnhof Holz è l’impresa più conservativa con un incremento del fatturato di “solo” il 22% dal 2013 al 2018 (rispetto alla media di +72% delle sette aziende). Per CEO Richard Stralz il basso tasso di crescita è poco sorprendente in vista della situazione nel 2013. Nel 2014 le banche avevano dato il via libero per la prima volta le misure per l’ampliamento della produzione dell’x-lam a Gaishorn. Solo nel 2016 era ufficialmente conclusa la fase di ristrutturazione. Poi, nel 2018 è seguito il colpo di timpano, vuol dire il rilevamento di Hüttemann Holz. E nel futuro ci potrebbero essere altri colpi di timpano: L’azienda ha ormai annunciato un secondo stabilimento x-lam a Paskov o Leoben.

Dopo gli anni di crisi i proprietari di più aziende hanno ribadito: “Abbiamo imparato a generare utili più alti con fatturati più bassi.” Ovviamente non erano parole vuote. Nel 2013 il risultato dell’attività ordinaria delle “grandi sette” ammontava a 11 mln. di €, nel 2018 era pari a 330 mln. di €. È quindi aumentato di trenta volte (nota: con Mayr-Melnhof Holz è stato considerato l’EBT).

Cambiamenti più notevoli | 2007–2018
2007–2013 2014–2018
Fatturato complessivo di tutte le sette aziende a +45 % Fatturato complessivo di tutte le sette aziende a +163 %
137 mln. € di perdite per tutte le sette aziende 638 mln. di € di utile per tutte le sette aziende
Perdite più alte: Mayr-Melnhof Holz con 126 mln. di € Utile più alto: Mayr-Melnhof Holz con 221 mln. di €
Classifica del risultato dell’attività ordinaria | 2018
Posto Azienda in mln. di €
1 Binderholz 128
2 Mayr-Melnhof Holz1 75
3 Pfeifer Holding 62
4 Hasslacher Holding 31
5 Holzindustrie Maresch 14
6 Offner Holzindustrie2 12
7 Donausäge Rumplmayr 8
Classifica del fatturato | 2018
Posto Azienda in mln. di €
1 Binderholz 999
2 Pfeifer Holding 707
3 Mayr-Melnhof Holz 684
4 Hasslacher Holding 427
5 Holzindustrie Maresch 146
6 Donausäge Rumplmayr 105
7 Offner Holzindustrie* 100

Relativamente positivo il margine, altri settori con dati migliori

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Fonte: bilanci aziendali / d'esercizio © Holzkurier

Qual è il motivo per tale successo delle segherie e imprese trasformatrici austriache nel periodo 2014-2018? “Un margine EBITDA del 17% non è particolarmente positivo. Le grandi aziende forestali dello stato hanno flussi di cassa simili e le industrie della carta e dei pannelli segnano dati migliori”, commenta Reinhard Binder, proprietario e amministratore di Binderholz riguardo ai dati del 2018.

Fortuna …

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Fonte: bilanci aziendali / d'esercizio © Holzkurier

In quattro dei cinque anni analizzati la disponibilità di tondame era soddisfacente. E almeno in tre di questi quattro anni il prezzo del tondame corrispondeva a quello che le segherie stesse descrivono come adeguato (prezzo medio per abete rosso/bianco in Germania meridionale, Austria: 2014: 98 €/m³, 2015: 92 €/m³, 2016: 90 €/m³, 2017: 92 €/m³, 2018: 87 €/m³, 2019 finora: 77 €/m³).

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Quadri dei prezzi Holzkurier © Holzkurier

Parallelamente c’erano possibilità in tutto il mondo e le vendite erano in forte crescita. Per la prima volta nella storia è aumentato, allo stesso tempo, il fabbisogno di due giganteschi mercati d’oltreoceano, ovvero gli Stati Uniti e soprattutto la Cina. Ai risultati positivi sui mercati classici (Levante) si aggiungevano nuovi mercati di sbocco per i segati, quali Pakistan, Corea del Sud, Australia e India. Mercati che nel passato erano difficili hanno cominciato a comprare. Questa ripresa della domanda ha portato a un incremento dei prezzi dei segati. Nel 2018 il prezzo medio degli assortimenti di segati di conifera che l’Holzkurier rileva, superava del 25% quello del 2008.

… e ragione

Le segherie non possono influenzare né la situazione vendite sui mercati mondiali né l’offerta del tondame. Tuttavia, possono prendere passi per uno sviluppo strategico verso stabilimenti integrati. Ecco cosa si legge nel bilancio di Binderholz: “La trasformazione interna del gruppo Binder ha inoltre consentito (nel 2018) lo sfruttamento delle capacità delle unità di produzione durante tutto l’anno. Il livello dei prezzi si è sviluppato in linea con la domanda.”

Inoltre, le quattro aziende del legno più grandi operano nel segmento dell’x-lam. Prendendo in considerazione anche la Holzindustrie Offner e la sua società affiliata KLH, erano le prime cinque imprese ad approfittare della crescita del fabbisogno nel periodo 2014-2018. La redazione dell’Holzkurier stima in almeno il 60% l’aumento del fabbisogno in questi cinque anni.

Un’altra azienda integrata

Per motivi di comparabilità dell’analisi effettuata (2007-2013) la Johann Offner Holzindustrie è stata analizzata senza KLH. Prese insieme le due parti dell’azienda hanno generato un fatturato di circa 171 mln. di € nel 2018. L’EBT ammonta a 14,6 mln. di €.

Analisi dei bilanci: Austria 2014 – 2018

Metodo: Analogamente all’analisi del periodo 2007-2013 sono stati analizzati i bilanci aziendali di Mayr-Melnhof Holz, Pfeifer Group, Binderholz, Hasslacher Holding, Maresch Holzindustrie, Johann Offner Holzindustrie e di Donausäge Rumplmayr.

I criteri di scelta erano un taglio minimo di 500.000 m³ all’anno e la sede in Austria (per questo motivo Stora Enso e il gruppo Schweighofer, che non opera segherie in Austria, non fanno parte dell’analisi).

Azienda, sede: Pfeifer Group, Imst; Binderholz, Fügen; Hasslacher Holding, Sachsenburg; Donausäge Rumplmayr, Altmünster; Offner Holzindustrie, Wolfsberg; Mayr-Melnhof Holz, Leoben; Holzindustrie Maresch, Retz.

Analisi di bilancio

Binderholz
17 % di margine EBITDA e un fatturato di 1 mrd. di € l’anno scorso

Mayr-Melnhof Holz
Fatturato a +24 %, EBT a +34 % ed eccedenza a +32 % – così si è chiuso il 2018 per la Mayr-Melnhof Holz Holding.

Hasslacher Holding
L’anno scorso la Hasslacher Holding è riuscito ad aumentare il suo fatturato a 427 mln. di € (+19 %). L’utile del gruppo è cresciuto del 37 % a 22,9 mln. di €.

Holzindustrie Maresch
Per il “creso del capitale proprio” (quota costante di circa il 70 % del totale di bilancio) il 2018 era di nuovo un anno molto positivo.

Ante holz
“Siamo entrati nella produzione dell’x-lam”, ha annunciato Jürgen Ante a luglio.

Gli anni 2014 – 2018

Nel 2014 è stato caratterizzato dal “fare ordine”. Il gruppo Cordes ha rilevato il gruppo Rettenmeier. Stora Enso ha chiuso lo stabilimento Sollenau in Austria e Binderholz la produzione di MDF a Hallein. C’era qualche insolvenza (Kern, Holzwerke Stingl). Oskar Pfeifer ha lanciato l’appello di “fermare il taglio settimanalmente”.

Nel 2015 c’erano dei segnali di ripresa. Tuttavia, il settore ha visto altri rilevamenti: I fratelli Stallinger, per esempio, hanno riacquistato la segheria della loro famiglia. Holzindustrie Schweighofer ha rilevato lo stabilimento di Klausner a Kodersdorf/DE, mentre la segheria di RZ a Wiesenau era insolvente. La tempesta Niklas ha abbattuto 2,5 mln. di m³ di alberi in Baviera.

Insolvenze, rilevamenti e ristrutturazioni hanno caratterizzato anche il 2016. Prima di tutto il fallimento di German Pellets (pretese creditorie di 427 mln. di €). In più, il gruppo Binderholz ha rilevato Vapo Timber e quindi le segherie a Lieksa e Nurmes all’inizio di gennaio 2016.

Il 2017 era un anno record. Binderholz ha rilevato Klenk Holz, Hasslacher ha acquistato Nordlam a Magdeburgo/DE. Con il rilevamento dell’ultimo stabilimento del gruppo Klausner da parte di Merce era addio a un pezzo di storia di segherie. Più tempeste hanno causato circa 16 mln. di m³ di legno danneggiato.

“Un anno di investimenti” – così l’Holzkurier ha descritto il 2018. Più aziende hanno annunciato investimenti di oltre 10 mln. di €. Nella Repubblica Ceca è stata annunciata la costruzione di una nuova segheria, Labe Wood, per 100 mln. di €. Numerosi nuovi progetti x-lam sono progettati. Il volume complessivo di legno danneggiato in Europa centrale ammontava a circa 70 mln. di m³.