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mercato mondiale

Con la produzione altissima ci vogliono i mercati di sbocco

Un articolo di Gerd Ebner (tradotto da Eva Guzely) | 18.04.2019 - 10:16

Il trend negativo prosegue nel secondo trimestre

E non è tutto: I contratti trimestrali ormai negoziati mostrano che i prezzi caleranno di nuovo nel secondo trimestre.

Il calo dei prezzi è più marcato quando un assortimento è tagliato da legno danneggiato di spessore più grosso, com’è il caso con la merce grezza per il KVH. Perfino secondo le rilevazioni ufficiali da parte dell’associazione Gütegemeinschaft KVH, il livello di prezzo della merce grezza trattata con pressione a caldaia era ultimamente del 12% inferiore a quello di marzo 2018.

Molto stabili, invece, i prezzi di assortimenti per cui si usa legno fresco di dimensioni più sottili. Le aziende trasformatrici con una situazione ordini positiva consolidano la domanda. Il fabbisogno dovrebbe salire di più intorno a Pasqua.

“Merce accadente” quella più colpita

Secondo quanto rileva l’Holzkurier, c’erano delle contrazioni notevoli dei prezzi degli imballaggi anche in Italia che sembrano perfino più drastiche per via dell’alto valore toccato nel 2018. Rispetto al massimo del 2018 i cali ammontavano a 20 €/m³. I magazzini di tanti clienti italiani sono ormai ben riempiti. Di conseguenza, hanno pazienza nell’acquisto. Allo stesso tempo il taglio ha raggiunto un livello altissimo in Austria e Germania nel primo trimestre. Nei primi mesi dell’anno il taglio nei due paesi ha di nuovo superato il livello dell’anno scorso. Una produzione tale di segati di conifera comporta alti livelli di scorte nei magazzini di segherie e clienti.

Sufficiente tondame

Soprattutto dopo la fine della chiusura delle strade boschive ci dovrebbero essere volumi sufficienti di tondame. C’è chi lo troverà un conforto che nel 2019 non è possibile tagliare più che nel 2018 perché la situazione occupazionale non lo permette. L’anno scorso la produzione di segati di conifera ammontava a 23 mln. di m³ in Germania e a 10,3 mln. di m³ in Austria.

Dalla tempesta Vaia i prezzi del tondame sono stati ridotti drasticamente nell’Europa centrale. Tante segherie hanno potuto bilanciare perdite nei prezzi dei segati grazie al prezzo più basso del tondame. Quanto alla merce grezza, un ulteriore calo sembra improbabile – squilibrerebbe troppo la struttura dei prezzi.

Ci vogliono i mercati di oltreoceano

Per una produzione talmente alta l’Europa ha bisogno di mercati di oltreoceano dinamici. Ancora non è chiaro come si svilupperà il mercato statunitense. Le quantità vendute, però, promettono bene: A gennaio la Germania ha ormai esportato 60.000 m³ oltre l’Atlantico – e gli Stati Uniti si confermano il primo mercato di sbocco per segati tedeschi.

Rimane da vedere se la relazione di prezzo tra materia prima e segati di conifera sarà bilanciata negli Stati Uniti. Con il 2-by-4 (franco Grandi Laghi), per esempio, mancano 80 €/m³ rispetto all’anno scorso.

Come stanno le cose nel Levante? Quasi ogni giorno si leggono notizie sugli stati nordafricani di Algeria e Libia. In ispecie l’Algeria è ormai di importanza centrale per l’industria delle segherie dell’Europa centrale. Ancora non si possono prevedere le ripercussioni delle dimissioni del Presidente Abd al-Aziz Bouteflika. Prima che non sia chiaro chi sarà il suo successore e quali cambiamenti politici seguiranno nel paese, non ci saranno i grandi progetti di costruzione. Di conseguenza, sta calando la domanda di segati di conifera. Le quantità per ordini sono decisamente più piccole di quelle a cui sono abituati i grandi fornitori del Levante.

Aumento dell’import pressoché impossibile

L’anno scorso l’Algeria ha importato circa 1,7 mln. di m³ di segati di conifera. Nel 2018 si era previsto importazioni complessive di 1,9 mln. di m³ per il 2019. Al momento, però, questa cifra sembra utopica. In più, i prezzi sono calati ultimamente. In Libia c’è la guerra civile. Una volta il primo mercato di sbocco per le segherie austriache, il paese ha importato soltanto 80.000 m³ nel 2018. E il volume dovrebbe contrarsi di nuovo quest’anno.

Cina come mercato di speranza

Con circa 60.000 m³ la Cina ha ricevuto, a gennaio 2019, quasi la stessa quantità di segati tedeschi come i clienti abituali Francia, Paesi Bassi e Austria. È entrata nella classifica dei primi dieci mercati di sbocco l’India che importa volumi simili a quelli comprati dall’Italia. Almeno all’inizio dell’anno sono soddisfacenti per l’industria tedesca delle segherie le quantità vendute su questi “mercati alternativi” che probabilmente otterranno un nome diverso nel futuro.