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deperimento del pino © BFW

BFW Austria

Boschi sotto pressione

Un articolo di Ulrike Knaus (adattato per holzkurier.com; tradotto da Eva Guzely) | 02.10.2019 - 09:57

Secondo il Centro Federale di Ricerca per le Foreste (BFW) l’attuale calamità ha avuto la sua origine nell’estate 2015. Il bostrico tipografo si è moltiplicato rapidamente nel nord dell’Austria. Nel 2018 i danni ammontavano a ormai 5,2 mln. di m³ e le previsioni non sono rosee neanche per il 2019. Il bostrico tipografo causa gran parte dei danni agli abeti rossi. La situazione è altrettanto drammatica nei paesi confinanti, come in Germania e nella Repubblica Ceca.

In Austria sono interessati soprattutto il Waldviertel e il Mühlviertel, dove si sono registrati oltre due terzi dei danni causati dagli scolitidi nel 2018. Secondo il BFW è ovvio che il cambiamento delle condizioni climatiche avvenuto negli scorsi anni abbia facilitato la moltiplicazione del bostrico tipografo. “Nel caso del bostrico tipografo c’è una dinamica diversa da quella finora conosciuta: Non è l’alta offerta di alberi rotti o caduti dopo le tempeste o le forti nevicate che rende possibile una moltiplicazione di massa. I boschi di abete rosso sono vulnerabili su superfici estese”, spiega Dr. Peter Mayer, direttore del BFW. Un altro problema è l’aumento dell’evaporazione. Ne risulta una scarsità di acqua per la vegetazione anche con le precipitazioni stabili.

La lotta per la sopravvivenza

I problemi dell’abete rosso nelle zone infestate dagli scolitidi sono stati trattati nei modelli di crescita forestale che hanno tenuto conto di un aumento delle temperature. “Quindi, l’attuale situazione non è del tutto sorprendente. Quello che è spaventoso è la velocità a cui una specie arborea è in difficoltà su una grande superficie”, commenta Dr. Gernot Hoch, esperto di tutela forestale del BFW.

Nelle regioni interessate sono anche altre specie arboree ad avere problemi attribuibili a siccità e temperature elevate. Il pino silvestre può anche essere attaccato dagli scolitidi (scolitide da sei denti e bostrico calcografo). In questo caso ci vogliono misure di tutela forestale simili a quelle attuate con l’abete rosso.

Il pino nero ha un problema diverso. Questa specie è infestata dal fungo Diplodia pinea la cui crescita è favorita dagli inverni miti e che causa un deperimento dei germogli in primavera. Una forte pressione della malattia fa morire gli alberi.

La rimozione degli alberi fortemente infestati è una soluzione di breve termine. A lungo termine si può contrastare la malattia, includendo altri tipi di alberi nel mix delle specie. L’abete bianco è visto come albero di speranza, anche se non è completamente resistente alla siccità estrema. In Vorarlberg, per esempio, l’inverno 2018 estremamente mite ha indebolito in tal modo che sia stata attaccata da un numero estremamente alto di scolitidi dell’abete bianco.

Un fenomeno nuovo e l’infestazione dell’acero da funghi. È interessato soprattutto l’acero di monte. Le temperature altissime durante l’estate favoriscono la crescita forte del micelio fungino che alla fine raggiunge la corteccia e la fa morire. Durante questo processo si forma uno strato nero che contiene quantità ingenti di spore. Ciò può rappresentare un rischio alla salute delle persone perché le spore possono causare le malattie polmonari.

Puntare su diversità e struttura

“Gli esempi mostrano che esiste un numero di organismi nocivi che approfittano delle temperature elevate e in ispecie dello stress degli alberi ospiti a causa della siccità”, sottolinea l’esperto di tutela forestale Gernot Hoch. Il BFW è convinto che, dal punto di vista della tutela dei boschi, si debbano puntare sulla diversità delle specie arboree e sulle strutture. Con gran parte degli organismi possibilmente pericolosi in futuro la diffusione è facilitata dalle percentuali elevate delle rispettive specie ospiti in una zona.

Gli scorsi anni hanno mostrato che anche un aumento moderato della temperatura comporta grandi sfide per la silvicoltura. Per il BFW il contrasto al riscaldamento globale è di centrale importanza proprio per questo motivo.