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Josef Vojacek, direttore generale di Lesy CR  © Ondrej Littera

intervista con josef vojacek

Ritorno alla costanza

Un articolo di Gerd Ebner (tradotto da Eva Guzely) | 12.04.2019 - 10:02

Quali misure adotterà nella Sua veste di direttore generale dell’amministrazione di foreste statali più grande d’Europa?

Ci sono numerose misure che adotteremo. Prima di tutto, va ottimizzata la struttura organizzativa. La dimensione e l’importanza di Lesy CR lo richiedono. L’ottimizzazione comprende tra l’altro un modello di sviluppo aziendale per il periodo 2020-2024 che presenteremo a metà dell’anno in corso. Questo modello include la nostra strategia di gestione inclusa la gestione del rischio.

Come valuta Lei il mercato europeo complessivo e quello ceco del tondame nel 2019?

Io vedo il mercato ceco del tondame come parte del mercato unico europeo. Non esiste un mercato ceco indipendente. Dopo anni di silvicoltura senza problemi, ora ci ritroviamo in una situazione in cui il 90% è legno danneggiato. L’uso regolare di legno di conifere o latifoglie è rinviato oppure interrotto per il momento.

Quantità e qualità del legno danneggiato da scolitidi non cambieranno notevolmente quest’anno o l’anno prossimo. Tuttavia, il legno probabilmente si accumulerà nei posti esterni di stoccaggio delle proprietà boschive e delle aziende trasformatrici.

A medio termine una scarsità di tondame di abete rosso è realistica. Il nostro obiettivo è di agire in modo prevedibile sul mercato. Per questo motivo il commercio del legno di Lesy CR farà parte del modello di sviluppo aziendale.

Inoltre, osserviamo una certa domanda da parte di paesi che non devono affrontare la sfida del legno danneggiato, per esempio i Paesi baltici, ma anche da parte di mercati dinamici come la Cina.

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Quest'anno Lesy CR vorrebbe trattare fino a 1 mln. di m³ di legno danneggiato con gas
© Gerd Ebner

La calamità degli scolitidi nella Repubblica Ceca è senza precedenti nella silvicoltura europea. Qual è la dimensione dei danni nei boschi di Lesy CR nel 2018? Che cosa teme Lei per l’anno in corso?

Non sono di questa opinione. Non è solo la Repubblica Ceca ad essere colpita da questa calamità frutto di siccità e temperature estreme, ma l’intera Europa centrale. È un fenomeno che è peggiorato dal 2014.

Il 2018 era caratterizzato da temperature estreme durante l’intero periodo di vegetazione. Di conseguenza si sono sviluppate tre generazioni intere di scolitidi e il loro numero è cresciuto di cento volte in un solo anno.

Nel 2018 sono stati raccolti quasi 6 mln. di m³ di legno danneggiato dai coleotteri nei boschi cechi. Allo stesso tempo ciò vuol dire, per l’anno in corso, che troveremo un alto numero di alberi infestati ormai durante il volo primaverile. Tempo caldo nel secondo trimestre sarebbe una catastrofe per che ostacolerebbe la raccolta tempestiva di alberi infestati.

La situazione è aggravata anche dai danni causati da tempeste perché richiedono l’uso di capacità di macchine forestali e offrono agli scolitidi ottime condizioni di sviluppo.

Nel 2018 ho avuto la possibilità di conoscere nuovi metodi di conservazione (EDN/etanonitrile). Questi metodi sono sviluppati ulteriormente?

La gestione di questa situazione è soprattutto una questione di possibilità sufficienti di raccolta. Allo stesso tempo evitiamo l’infestazione di alberi tramite le trappole e cerchiamo così di minimizzare i danni.

La quarantena del legno infestato consiste per esempio nella spruzzatura chimica dei tronchi, nello scortecciamento oppure nell’uso di reti insetticida. L’anno scorso abbiamo trattato circa 20.000 m³ con gas e i risultati erano positivi. Tuttavia, questo metodo ha i suoi limiti. Il luogo di applicazione deve essere chiuso fino a dodici ore prima all’accesso pubblico. È probabile che useremo questo metodo anche quest’anno. Abbiamo un contratto pubblico che prevede il trattamento di oltre 1 mln. di m³ con gas. Le autorità forestali hanno ormai preso i passi necessari per un’eccezione legale che permette l’uso di etanonitrile nel 2019.

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Nel futuro, una maggiore diversità di specie arboree mira a ridurre i rischi per i boschi: Piantare più abeti bianchi è una opzione
© Lesy CR

Nei prossimi anni Lesy CR farà dei cambiamenti alla struttura dei boschi per adattarli al cambiamento climatico?

I primi sintomi del cambiamento climatico nei boschi li abbiamo osservati circa 25 anni fa. Prima erano interessati solo boschi coetanei di abete rosso nel nord della Moravia. All’epoca era il problema di due amministrazioni forestali regionali. Oggi i sintomi sono visibili in oltre due terzi dei boschi cechi. Ci reagiamo in modi diversi. Nella creazione di boschi nuovi usiamo più specie arboree. Creiamo boschi misti e ricchi di specie con una percentuale di latifoglie e abeti bianchi di circa il 46%. Ogni anno alziamo questa percentuale di un altro percento. Ciò non vuol dire che l’abete rosso non farà più parte dei nostri boschi. Credo che l’abete rosso avrà sempre il suo posto: per esempio come parte di boschi misti in zone dove l’abete rosso si ringiovanisce in modo naturale o dove c’è abbastanza acqua. Un’altra possibilità sarebbe un periodo di rotazione più breve.

Io ritengo una “strategia 3 per 20” come sensata: Almeno tre specie arboree sono presenti al 20% rispettivamente, mentre il resto del mix è distribuito su altri alberi. È perfino possibile includere le specie pioniere, come betulla o pioppo tremolo. Gli interventi sono fatti con estrema cura al fine di non distruggere il clima all’interno dei boschi. Cercheremo di ottimizzare il regime idrologico: Sono evitati gli abbattimenti di interi gruppi di alberi nell’uso regolare del legno e punteremo di più sul ringiovanimento della natura oppure sulla piantagione precedente di alberi da ombra.

La prassi della vendita di legno tramite le aste è ancora attuale? Nei paesi confinanti esistono degli esempi che mostrano come la commercializzazione del legno potrebbe essere reso più efficiente?

L’asta di alberi in piedi è uno dei nostri modelli di vendita. Non è il principale modo di commercializzazione, però riveste un ruolo centrale nella nostra strategia aziendale. Tuttavia, cerchiamo di adattare la forma delle aste al comportamento del mercato.

Osserviamo attentamente il prezzo limite al quale vorremmo offrire il legno sul mercato. Le nostre foreste statali non sono dipendenti da un singolo modello aziendale, ma offrono altri modelli, come le aste di assortimenti finiti, la vendita di legno durante i complessi ordini forestali quinquennali e l’acquisto diretto di assortimenti finiti. 

In ogni caso, nelle vendite del legno si deve tenere conto della storia nei singoli paesi.

La legge forestale ceca è stata cambiata di recente. Le nuove norme bastano per garantire la riforestazione delle superfici statali?

È importante che l’emendamento della legge forestale sia stato adottato ormai prima della stagione degli scolitidi. Una novità di questo cambiamento è la possibilità di avviare misure divergenti da quelle definite dal Ministero dell’Agricoltura nel caso ci sia una catastrofe straordinaria. Il cambiamento permetterà alle proprietà boschive di agire in modo diverso da quello definito nelle norme regolari, in ispecie quando si tratta dell’abbattimento di alberi danneggiati e del rimboschimento. Possono essere rinviati gli abbattimenti di alberi infestati da popolazioni sterili di scolitidi che non rappresentano più un pericolo.

Riguardo alla riforestazione, il cambiamento consente ai proprietari di prorogare il termine legale per il rimboschimento da due a cinque anni e di garantire una crescita da sette a dieci anni dopo la loro costituzione.

Posso garantire: Dove c’erano i boschi, ricresceranno nuovi boschi resistenti e ricchi di specie.

Negli scorsi anni abbiamo raccolto semi di tutte le specie arboree nei boschi e ora abbiamo quantità sufficienti di semente.

Nella riforestazione dovremo fare un impegno più forte del solito. Invece di 50 milioni di piante all’anno avremo bisogno di oltre 100 milioni. I rimboschimenti non avranno luogo non solo nella primavera ma anche in autunno.

Che cosa cambierà nella Repubblica Ceca nel 2020 quando entrerà in funzione la nuova segheria grande di Labe Wood?

È sempre una notizia positiva quando sono create nuove capacità di trasformazione nel paese. Siamo lieti che hanno trovato un investitore dopo qualche tempo. Ci attendiamo che ciò farà aumentare la competizione e il fabbisogno del legno nel nostro paese.

La tecnologia forestale esistente basta per affrontare le sfide?

Quest’anno vorremmo tagliare un massimo di circa 12 mln. di m³ invece di un taglio di lungo termine di 8 mln. di m³ all’anno. Dal cambio del direttore generale abbiamo avviato misure immediate che hanno portato a un approvvigionamento più rapido nelle singole regioni. Oltre ai tradizionali ordini forestali e alle aste di alberi in piedi abbiamo anche un dinamico sistema di servizi legati all’approvvigionamento. L’effettuazione di ordini più piccoli è stata spostata dal livello centrale nelle singole regioni. Ciò ha avuto un effetto positivo: la competizione sufficiente fra le singole imprese. 15 offerte per ordine non rappresentano un’eccezione. Nella media, riceviamo sei offerte per ordine. 

Inoltre, abbiamo introdotto nuovi contratti quadro per la tecnologia di raccolta. Al momento è in corso un bando pubblico per contratti quadro per il trasporto del legno. In generale, però, le capacità di trasformazione sono limitate nella Repubblica Ceca. Per questo motivo cerchiamo di fare pubblicità per i nostri bandi anche all’estero.

La ringraziamo per l’intervista!

Lesy Ceske Republiky (Lesy CR)

Superficie boschiva: 1,2 mln. di ettari
Taglio: 8 mln. di m³/anno; fino a 10 mln. m³ 2019
Accrescimento: 9,7 mln. di m³/anno
Occupati: 3538