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Su una superficie di 325 ettari nel porto di Toronto Sidewalk Labs e Katerra vorrebbero realizzare una città in legno che potrebbe essere il progetto di costruzione in legno più grande di tutti i tempi
© MGA

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Vanno evitati gli errori

Un articolo di Günther Jauk (tradotto da Eva Guzely) | 04.12.2018 - 10:39

Se il progetto di Sidewalk Labs e Katerra è veramente realizzato, potrebbe portare l’edilizia in legno a un livello mai raggiunto prima. Questa volta non sarebbe stabilito un altro record in termini di altezza, ma si tratterebbe del progetto in legno massiccio più grande per superficie, estendendosi prima su 5 e successivamente persino su 325 ettari. Oltre a una visione, ci vogliono anche i soldi necessari per finanziare un progetto di tali dimensioni, il che non dovrebbe essere un problema in questo caso.

Sidewalk Labs è una società controllata da Alphabet, la holding di Google. Katerra, con il suo obiettivo di rivoluzionare il modo americano di costruire, ha investito più di 1 mrd. US-$ negli scorsi tre anni e opera stabilimenti in tutto il mondo, anche nell’Austria.
Nel caso concreto si tratta di una “smart city” nel porto della città canadese di Toronto con una superficie utile di quasi 300.000 m². Sidewalk Labs vuole utilizzare x-lam e travi lamellari per la costruzione della citta intelligente. A questo fine la società punta sulla perizia di Michael Green Architecture (MGA) che da mezz’anno fa parte di Katerra.

Dopo la costruzione di questa “area di prova”, come la chiamano gli iniziatori, con una superficie di 5 ettari, si vogliono aggiungere altri 320 ettari realizzati esclusivamente in legno. Per fare un confronto: La Seestadt Aspern che nasce a Vienna si estenderà su 240 ettari. Se l’idea diventa realtà, soltanto la cosiddetta area di prova con i suoi 300.000 m² di superficie utile su 5 ettari di terreno sarebbe il più grande progetto di costruzione in legno del mondo. Se ci segue veramente una città in legno che si estende su 325 ettari, non sarebbe esagerato chiamarlo un progetto del millennio.

Smart e sostenibile

Tuttavia, Alphabet non è l’unico leader mondiale nell’ambito della tecnologia che si sta avvicinando all’edilizia in legno. Anche Microsoft ha dei progetti. Al momento sono in corso i lavori di ristrutturazione e ammodernamento dello stabilimento Mountain View della superficie di 13 ettari nella Silicon Valley nella California. Il gigante del software realizzerà il suo “Silicon Valley Campus of the Future”, che il gruppo descrive come “l’ufficio più smart e più green finora”, in x-lam.

Con Amazon Echo (Alexa) il gigante dell’internet Amazon fa un passo enorme dai nostri schermi nei nostri salotti. Nel futuro un assistente personale intelligente a comando vocale basato su “Alexa” potrebbe essere integrato negli elementi di case prefabbricate. A questo fine Amazon ha reso noto la sua partecipazione nell’azienda produttrice di case prefabbricate Plant Prefab, un’impresa giovane che si impegna per un modo di costruire ecologico e sostenibile.

Gli impegni degli avversari

Nonostante tutti questi sviluppi va detto che l’x-lam è ancora nella sua infanzia nel Nord America. Gli esperti del settore stimano la capacità di produzione in ben 200.000 m³ all’anno, volume che è prodotto per esempio da Binderholz o Stora Enso. Con gli stabilimenti che stanno per entrare in funzione e numerosi progetti annunciati, però, il volume si dovrebbe raddoppiare ormai fra due anni.

Il potenziale dell’x-lam nel Nord America è evidente anche nella crescente resistenza di altri settori appartenenti all’industria edile. In questo contesto va menzionata l’iniziativa “stop tall wood”, sul sito web della quale sono discussi in modo molto insistente ed emozionale i rischi e pericoli degli edifici alti in legno. Non è del tutto chiaro a quale gruppo d’interesse appartengono gli iniziatori del movimento. Tuttavia, sul sito si trovano l’hashtag “concrete4safety” e sondaggi finanziati dalla Portland Cement Association, l’Associazione per il Cemento di Portland.

A tali argomenti infondati si possono reagire con dati e fatti, ma vanno comunque evitati gli errori per non dare ai critici e al settore dell’x-lam stesso delle superfici di attacco. Il cedimento di un elemento x-lam portante nella costruzione della Peavy Hall dell’Università statale dell’Oregon a Portland era un colpo duro non solo per l’azienda produttrice e le imprese addette all’esecuzione, ma anche per l’intero settore dell’x-lam. Qui va assicurata l’alta qualità in tutte le fasi di un progetto – dal pannello alla progettazione fino all’edificio completato – cosicché quella dell’x-lam può diventare una storia di successo globale.